Fisio@RT
Mappa operatica di risoluzione del disturbo Fisio@RT

L’esercizio è un farmaco, su questo la comunità scientifica è concorde; centinaia sono gli studi che mostrano l’efficacia dell’esercizio in svariate patologie: artrosi, osteoporosi, scoliosi, cifoscoliosi ,malattie neurologiche, metaboliche ecc.

Attenzione però: ogni farmaco può essere un veleno se non somministrato da uno specialista che conosca quale tipologia fornire e a quali dosaggi. La gradualità e la progressività sono criteri cardine per non infortunarsi. A questa va aggiunta la precisione del movimento.

Questo specialista è il fisioterapista che, dopo un’attenta valutazione e diagnosi funzionale, potrà somministrare (in tutta sicurezza) gli esercizi adatti:

  •  a risolvere il disturbo presentato dal paziente, rispettando i criteri della gradualità e della progressività.
  • a migliorare, se già si sta bene e si vogliono raggiungere performance sportive al di sopra della media.

Sbagliato pensare che l’esercizio terapeutico sia indicato solo per chi ha quadri patologici conclamati. Anzi spesso chi pratica sport dovrebbe essere il primo a correggere abitudini che lo porteranno a sospendere la propria amata attività per infortunio.

Infatti, nella pratica clinica giornaliera, osservo  4 problematiche connesse all’esercizio che conducono inevitabilmente ad infortunio:

  1. Dosaggio eccessivo (overuse). A questa categoria appartengono gli sportivi che non si sono mai affidati a nessuno per stabilire il carico giusto di lavoro per il proprio sport e le misure per un efficace recupero; il sovraccarico progressivo si traduce quindi in lesioni, infiammazione e dolore.
  2. Dosaggio insufficiente (sedentarietà, non use). A questa categoria appartengono spesso gli impiegati, che orbitano tra scrivania e stampante laser. In questi casi bisognerà introdurre progressivamente esercizi di rinforzo, di miglioramento della postura e di stabilità prima di avviarli alla propria attività sportiva preferita.
  3. Errori di precisione del movimento e di stabilità attiva (misuse). In questo caso, una meccanica del gesto atletico povera arreca danni progressivi al sistema neuro-muscolo-scheletrico fino all’evidenziarsi del disturbo. La correzione del gesto disfunzionale, da parte del fisioterapista, mostra i primi risultati già dopo le prime settimane
  4. Dosaggio eccessivo abbinato a errori di precisione del movimento (overuse + misuse = abuse). Questi sono i casi di più complessa risoluzione e richiedono un impegno costante e profuso del fisioterapista e dello sportivo.

Se farai una scelta generalista affidandoti a qualche nuova moda o alle palestre, prima o poi ti infortunerai, ecco perchè sarebbe meglio se, anche se non hai ancora sintomi, venissi in studio a farti dare una controllatina così che possa:

  1. analizzare le disfunzioni già presenti
  2. correggere il tuo attuale piano di lavoro e
  3. fornirti degli esercizi che vadano fin da subito a correggere il tuo quadro clinico. 

Potrai poi continuare la tua attività sportiva preferita o seguire la nuova moda, ma almeno avrai a disposizione un manuale operativo completo per proteggere il tuo apparato locomotore.