Fasciature, bendaggi e ginocchiere quando sono utili?

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Fin dai tempi più remoti l’uomo ha cercato di ridurre il movimento di un’articolazione per facilitare la guarigione dopo distorsioni e traumi, attraverso piante e fogliame di varia natura legati attorno al distretto infortunato.

Se infatti il movimento aggrava severamente il dolore articolare perché non inibire lo stesso movimento ?

Tale prassi, tramandata di generazione in generazione fino ad oggi, nasce dal concetto di “mettere a riposo” il distretto traumatizzato per facilitarne la guarigione.

Ma a cosa serve bloccare o contenere un’articolazione e quando è utile? Limitare la mobilità naturale di un’articolazione può essere utile in tutti quei casi in cui si deve ridurre drasticamente il movimento, per non produrre ulteriori lesioni di legamenti e tendini e per facilitarne la guarigione tissutale dopo un’intervento. Sono dispositivi che andrebbero utilizzati con criterio e solo in seguito a traumi importanti.

Rispetto al classico apparecchio gessato hanno il vantaggio di essere comodi, leggeri e di permettere parzialmente il movimento.

Al di là degli utilizzi impropri, i bendaggi, fasciature, cavigliere ecc. sono utili e hanno 3 funzioni fondamentali:

1. ostacolare il gonfiore eccessivo da versamento attraverso un’applicazione compressiva sopratutto nei traumi gravi,

2. non permettere movimenti ulteriorermente lesivi in fase infiammatoria,

3. ostacolare movimenti che vanno al di là del movimento fisiologico e che potrebbero essere lesivi.

Per quanto tempo andrebbe utilizzato un bendaggio ? Solitamente per non più di 5 giorni (salvo prescrizione medica dopo interventi chirurgici specifici) tempo questo in cui si è abbondantemente conclusa la fase infiammatoria.

Caso diverso sono le fasciature che vengono utilizzate per sport ad alto impatto solo durante la prestazione, dove è necessario bloccare tutte le articolazioni per non produrre danni tendinei (pugilato ad esempio).

Comunque va sottolienato che utilizzare simili dispositivi per settimane (se non mesi) significa ostacolare il processo di guarigione e favorire deficit propriocettivi, rigidità e riduzione delle masse muscolari, meccanismi che favoriranno un’ulteriore lesione da instabilità.

Ecco quindi che dopo la fase infiammatoria (3-5 giorni) sarà fondamentale intraprendere un percorso fisioterapico, orientato a ricreare quelle condizioni di stabilità neuromuscolare indispensabili alla riatletizzazione e alla prevenzione di futuri episodi traumatici. Continuare invece ad usare mezzi contenitivi (dopo la prima settimana) ostacola i processi di guarigione e debilita l’articolazione.

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