Quello che non vedi

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Perchè pagare un fisioterapista qualificato e costoso se non c’è nulla di nuovo sotto la luce del sole e se si può avere tutto gratis ?

Il panorama di esercizi esistente c’è già su YouTube, ci sono i tutorial, c’è l’istruttrice carina (e simpatica pure) che conosce tutti gli esercizi del mondo o il preparatore (amico di tuo cugino) che conosce esercizi ancora più divertenti, poi ci sono i dvd e gli info-prodotti digitali sui social, ci sono perfino le app per Android e Ios.

Forse lo devi pagare per le manipolazioni o per i massaggi o per le mobilizzazioni?
Ma certo che no… Ci sono alcuni abusivi che massaggiano, manipolano e mobilizzano meglio di chiunque altro.
Lo dico da fisioterapista che ha investito un casino in formazione: le abilità manuali dipendono dall’esperienza sul campo non dai corsi, dai master e dalle lauree di II livello.

C’è una cosa però che fa la differenza nella risoluzione, quando hai un disturbo che rovina la tua giornata rendendola pessima….

Si chiama ragionamento clinico per ipotesi….
Quando hai un disturbo si deve interpretare la natura dello stesso, le fonti articolari (e non) da cui dipendono i tuoi fastidi, il coinvolgimento del sistema nervoso centrale e periferico, l’influenza di fattori intrinseci ed estrinseci, le use categories, la caricabilità delle strutture e l’irritabilità dei tessuti e potrei continuare fino a domani mattina…

Ecco, quando il fisioterapista incontra il proprio paziente si trova ad un incrocio pericoloso fatto di sintomi invalidanti e disturbi ambigui.

Immagina quindi questa scena: ti trovi al centro di questo incrocio e il fisioterapista ha tre centesimi di secondo per prenderti per mano e imboccare velocemente una delle strade, per salvarti dal disturbo che inevitabilmente ti travolgerà, con ripercussioni non solo sulla tua produttività e il tuo umore ma sui tuoi affetti, che non sapranno come aiutarti, che si tratti di un banale mal di schiena o di una sindrome più complessa.

Ecco allora che il ragionamento clinico avanzato per ipotesi fa scegliere al Fisio la strada migliore da imboccare. Perchè non sono tutte (le strade) sono uguali e non si può tornare indietro dopo un errore; si può svoltare ma non si può tornare indietro… La strada imboccata ha già determinato infatti delle conseguenze di second’ordine sull’esito del disturbo.

Ecco allora che il “COSA” il fisioterapista ti sta facendo fare diventa molto meno importante del “PERCHE” e del “COME” (con che frequenza, con che ritmo e con che progressione).

Io, in questo breve lasso di tempo, mi sono concentrato per la prima volta (dopo 4 anni) sul COSA ma ora non pubblicherò più con grande frequenza COSA faccio non avrebbe senso.

Sul canale Instagram di Fisio@RT, che ho reso privato, continuerò a pubblicare il “COSA” perchè molti dei follower sono stati o sono anche pazienti e possono beneficiare del “COSA”, proprio perchè sanno in parte come effettuarlo e perchè, ma qui su Facebook e sul sito interromperò le mie pubblicazioni da subito, altrimenti correresti il rischio di pensare che l’incrocio non sia pericoloso e che una cosa vale l’altra e questa non è la realtà.

Buon proseguimento di domenica, se pensi non sia vero ciò che scrivo, prosegui pure per la tua strada. Il mio compito era solo quello di avvisarti cercando di aiutarti se possibile.

Raffaele Tafanelli, Fisioterapista iscritto all’ordine

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