Artrosi: quello che alcuni ortopedici e fisiatri non ti dicono (colpevolmente). Le prove

Molto ancora deve essere sperimentato per il trattamento conservativo dell’osteoartrosi ma, allo stato attuale, nulla sembra essere più efficace dell’esercizio terapeutico per il trattamento degli stati dolorosi artrosi-correlati e per la parziale guarigione della cartilagine, non di certo le infiltrazioni di acido ialuronico, anzi….

Sapevi che le infiltrazioni di acido ialuronico, riducendo la viscosità del liquido sinoviale, possono accelerare la degenerazione articolare a causa dell’incrementato attrito tra i capi ossei?

In studi condotti da Barnett (1956) si evidenziava una rapida artrosi nei conigli a cui era stato iniettato acido ialuronico nell’articolazione della caviglia, rispetto al gruppo di controllo a cui non era stato iniettato. (allego foto della fonte a fine articolo per approfondire).

Il liquido sinoviale, ricco in acido ialuronico, è prodotto dalla membrana sinoviale, durante il normale movimento e ha 2 funzioni principali:

  1. nutrire la cartilagine che riveste l’osso
  2. lubrificare l’ambiente articolare  evitando che le forze di attrito prodotte durante il movimento danneggino la cartilagine.

Ma come fanno a stabilire ortopedici e fisiatri quale sia la viscosità appropriata del composto da infiltrare in un’articolazione?

Detto in poche parole, secondo le evidenze attuali, è impossibile, questo vuol dire che non si può sapere, in anticipo, se l’infiltrazione procurerà benefici o danni ulteriori.

Vediamo perchè è impossibile stabilire la viscosità appropriata del composto da infiltrare.

1. Il liquido sinoviale (prodotto dalla membrana sinoviale) ha una viscosità che varia da individuo ad individuo.

2. Il liquido sinoviale ha una viscosità che varia a seconda delle articolazioni esaminate, nello stesso individuo.

3. Il liquido sinoviale ha una viscosità che varia anche nella stessa articolazione, al variare del movimento (ad esempio alzare il braccio farà produrre un liquido sinoviale nell’articolazione della spalla diverso per consistenza a quello che verrà prodotto effettuando dei piegamenti sulle braccia)

4. La composizione del liquido sinoviale varia al variare di stati ormonali, patologie  ed età.

5. La produzione quantitativa  di liquido sinoviale è finemente regolata da esigenze legate all’attività motoria individuale.

Ad oggi quindi è controverso l’uso delle infiltrazioni per curare stati degenerativi della cartilagine articolare.

Si deve poi aggiungere che il paziente non si lamenta della degenerazione articolare (che inizia già verso il trentaquattresimo anno di età ed è asintomatica in quanto la cartilagine non è innervata) ma del dolore correlato all’infiammazione della capsula articolare, che potrebbe migliorare velocemente con un po’ di fisioterapia…

Vanno didatticamente distinte, infatti, 2 forme di artrosi:

1. Artrosi radiografica (i primi segni ci sono sulle radiografie già verso i quarant’anni senza che il paziente abbia dolore.

2. Artrosi sintomatica. In questo caso le alterazioni della cartilagine possono irritare le strutture molli (innervate e fonte di dolore) intorno all’articolazione.

Molte volte pazienti con artrosi radiografiche severe non hanno nessun dolore perchè compiono la dose appropriata di movimento e mantengono la nutrizione e la lubrificazione giusta dell’ambiente articolare, oltre a promuovere parziali guarigioni intermittenti che evitano che l’usura infiammi la capsula articolare.

Da ciò se ne deduce che attualmente l’opzione migliore, per la gestione dei problemi artrosi-correlati è fisioterapica. In fase infiammatoria acuta, invece, un’importanza chiave la rivestono i farmaci anti-infiammatori, in cui è fondamentale il medico di famiglia con la prescrizione del principio attivo appropriato alla condizione clinica del paziente (allergie, effetti indesiderati, interazioni farmacologiche e altro)

Col metodo Fisio@RT la gestione degli stati dolorosi, anche cronici, correlati ad artrosi è ancora più semplice, infatti i pazienti Fisio@RT imparano a:

  1. Usare il loro diario clinico
  2. Frammentare e gestire  l’esercizio terapeutico pianificato in studio
  3. Monitorare costantemente i propri progressi
  4. Interpretare correttamente la propria sintomatologia nell’arco della giornata
  5. Avere conoscenze basiche sulla neurofisiologia del dolore

articolazioni

Con i dati e le prove che ti ho fornito, sei ora libero di scegliere la strada migliore e le opzioni più appropriate  per la tua salute articolare: a te la scelta, in bocca al lupo!!!

 

 

Raffaele Tafanelli, Fisioterapista iscritto  all’albo dei fisioterapisti della provincia di Foggia

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.