Che strada prendere? Pensa alle conseguenze di second’ordine

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La legge di causalità stabilisce che ogni nostra azione determina delle conseguenze (effetti) di prim’ordine e di secondo ordine.

Spesso conosciamo quelle di prim’ordine; ad esempio attraversare col rosso ci farà giungere prima a lavoro.
D’altra parte ignoriamo le conseguenze di second’ordine a cascata delle nostre azioni; ad esempio, una delle conseguenze di second’ordine (dell’attraversare col rosso) è favorire l’emulazione di altri automobilisti ed incrementare il rischio generale di incidenti stradali, un altro rischio è quello di impattare un’altra auto ignorando il semaforo, un altro ancora è quello di investire pedoni che attraversavano col verde e così via…
Solitamente conosciamo bene le conseguenze di prim’ordine di un’azione ma ignoriamo quelle di second’ordine.

Quando siamo ad un bivio nella nostra vita spesso imbocchiamo la strada sbagliata,

Perchè?

Orizzonti temporali, probabilità e vantaggi:
1. le conseguenze di prim’ordine sono immediate e spesso certe, quelle di second’ordine non sono certe e tanto meno immediate.
2. Le conseguenze di prim’ordine di un’azione stupida portano ad un piccolo vantaggio nel breve termine (orizzonte temporale limitato) ma a conseguenze di second’ordine (lungo termine) devastanti, a tal punto che il soggetto che le ha attuate non le attuerebbe più nel momento in cui accadono quelle di second’ordine  (se solo potesse tornare indietro).

Torniamo all’esempio dell’attraversare l’incrocio col rosso.

Quali sono le conseguenze di prim’ordine e di second’ordine?

A. Conseguenza di prim’ordine immediata: arrivare prima sul posto di lavoro

B. Conseguenze di second’ordine possibili immediate: multa, incidente stradale, pedone investito .

C. Conseguenze di second’ordine possibili ritardate (ripetendo il comportamento): abituarsi a muoversi in enorme ritardo rispetto agli appuntamenti, probabilità  di incidenti decuplicata, probabilità di investire pedoni decuplicata e così via….

Ma a cosa mi serve questa introduzione sulla causalità e sulle conseguenze di prim’ordine e di second’ordine?
Bene, presto detto: nel 90% dei casi la causalità ci aiuta a prevedere cosa accadrà in un paziente, interpretando i suoi modelli decisionali.

Consideriamo 2 pazienti, entrambi con dolore al tendine d’Achille.

Il paziente A assume l’antidolorifico, ignorando il suo sintomo. Nel breve termine potrà continuare a praticare la sua attività sportiva, risparmierà tempo e denaro non dovendo andare dal fisioterapista e impegnarsi in programmi riabilitativi costosi che richiedono tempo e motivazione,
Il paziente B, invece, decide di sospendere la sua attività sportiva e di andare dal suo fisioterapista, di conoscere quali siano le cause che hanno portato il suo tendine ad infiammarsi, di impegnarsi in un programma riabilitativo.
Nel breve termine perderà tempo e denaro, dovrà sopportare meglio il dolore e conviverci (nella soglia di sopportabilità) durante il percorso riabilitativo.

E’ furbo il paziente A non è vero? Con una semplice compressina antidolorifica ha eliminato il suo dolore.

Prima di decidere vediamo cosa accade nel medio-lungo termine.

Il paziente A (il furbo, si fa per dire) si ritrova dopo un mese con un tendine d’Achille mezzo lacerato perchè ha ignorato un campanello d’allarme prezioso (il dolore), sospenderà l’attività sportiva a tempo indeterminato, spenderà poi le sue prime 50 euro per l’ecografia, poi dovrà portarla al chirurgo Taldetali dal mega-onorario (150 euro) che gli consiglierà l’intervento di ricostruzione del tendine, poi dovrà tornare a valutazione (dopo l’intervento) sempre dal chirurgo Taldetali dal mega-onorario (altri 150 euro) che gli consiglierà un periodo di riabilitazione di 6 mesi per evitare recidive (altri 1000 euro al fisioterapista).

Il paziente B, che sembrava lo scemo del villaggio, dopo 12 sedute di fisioterapia e un mese di sospensione dell’attività agonistica, riprende la sua attività sportiva, torna sporadicamente dal suo fisioterapista per qualche sintomo residuo e continua a seguire il programma riabilitativo scritto.

Ora  chi è l’intelligente e chi lo scemo?

La situazione si è ribaltata nel medio-lungo termine, strano vero?

Ecco perchè è saggio valutare le conseguenze delle proprie azioni sia nel breve termine che nel medio-lungo termine.

La bella notizia è che sfruttando questa legge e ipotizzando cosa possa accadere nel lungo termine si può sempre scegliere il meglio per il proprio futuro.

La brutta notizia è che spesso le conseguenze di prim’ordine apportano svantaggi nel breve termine……

Quindi….

Se vuoi approfittare di conseguenze vantaggiose di second’ordine dovrai scegliere ciò che è giusto, alla luce di ciò che accadrà con quello che hai scelto e non ciò che ti offre dei vantaggi immediati

Pensa alle conseguenze di second’ordine delle tue azioni e non sbaglierai.

 

Raffaele Tafanelli, Fisioterapista

 

 

 

 

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