Come guarire dal dolore senza farmaci

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Niente ritrovati miracolosi o scoperte rivoluzionarie che le industrie farmaceutiche vogliono nasconderti: se sei un alternativo, un complottista o un/a credulone/a, chiudi subito e cerca in rete le “risorse” di chi ha frequentato l’università della vita. Ti anticipo però che non guarirai né dal tuo disturbo e tantomeno dalla tua ignoranza, abbandonando questa pagina. Se invece vuoi approfondire un po’, partendo dal presupposto che la realtà è complessa e che i ragionamenti semplicistici ci conducono fuori strada, bè allora sei il benvenuto.

Io sono un fisioterapista, ho studiato in una normalissima università pubblica, sto perfezionando i miei studi sempre in università pubbliche e con percorsi di educazione continua in medicina (ECM) e mi ispiro sempre alla medicina di comprovata efficacia quando tratto, quando parlo e quando scrivo.  Nel mio studio mi occupo di terapia manuale ed esercizio terapeutico e ho studiato e constatato che:

Se prendiamo in considerazione dolore ed infiammazione dobbiamo prima di tutto analizzare da cosa sono provocati, prima ancora di prendere in considerazione l’uso  degli antinfiammatori da banco.

Se ascoltiamo le pubblicità in televisione ci dicono quasi sempre “L’anti-infiammatorio Taldetali spegne l’infiammazione che è causa del dolore e ritorni alle tue attività”.

Verissimo l’infiammazione può causare dolore, i farmaci antinfiammatori non steroidei (da ora useremo l’acronimo FANS) esercitano la propria azione inibendo le ciclo-ossigenasi (COX1 e COX2), degli enzimi che velocizzano le reazioni infiammatorie, fondamentali per la sopravvivenza stessa; infatti l’infiammazione è il primo processo che permette la guarigione di un tessuto o di un organo, facendo giungere in sede lesionale più velocemente le cellule che si occuperanno della sua “ricostruzione”. Quando però l’infiammazione è spropositata ha delle conseguenze che noi tutti conosciamo: dolore, gonfiore della zona lesa, arrossamento. Per cui il medico, solo in situazioni idonee, ci prescrive un FANS per via orale (bustine o compresse) per limitare le conseguenze spiacevoli di un’infiammazione eccessiva. L’uso indiscriminato ha infatti delle conseguenze pericolose come lesioni della mucosa dello stomaco e problematiche renali.

Dovremmo quindi considerare l’infiammazione non come una malattia o come un problema a prescindere, ma come la manifestazione clinica (considerala come un allarme, una spia di un’auto accesa) di qualcosa che sta accadendo nel nostro organismo. Qualcosa su cui si deve indagare.

Quindi qual è quindi l’origine dell’infiammazione nei disturbi che coinvolgono l’apparato locomotore? 

  1. In un 15-20% dei casi l’infiammazione è la manifestazione tangibile di una malattia sottostante (diagnosticabile) con caratteristiche precise. Esempi possono essere l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la spondilite anchilosante ecc. Sono malattie spesso autoimmuni (in cui l’organismo aggredisce sé stesso). Il medico prescriverà quindi al paziente oltre all’antinfiammatorio, solo  nei periodi in cui le reazioni infiammatorie sono importanti, specifici farmaci immunomodulanti. Consiglierà poi di rivolgersi al fisioterapista, che fornirà al paziente strategie attive e sicure di movimento per migliorare la propria salute neuro-muscolo-scheletrica, nonostante la malattia.
  2. In un altro 5-10% è espressione di un danno dei tessuti (legamenti spesso, tendini e capsula articolare) conseguente ad un trauma. Pensa ad esempio alle distorsioni di caviglia e di ginocchio. In questi casi quindi si usa il FANS solo quando c’è un danno molto importante, in cui l’infiammazione può far ulteriormente peggiorare la situazione con versamenti antiestetici e dolore insopportabile.
  3. Nel 70-80% dei casi invece l’infiammazione è la fisiologica conseguenza di un disturbo di natura meccanica e non si usano i FANS che andrebbero solo a (passami l’esempio) spegnere la spia dell’auto senza rimuovere il problema che l’ha fatta accendere. E’un cosa stupida, perchè i sintomi si riducono ma il problema nel tempo peggiora e l’infiammazione associata pure….

Ma che cos’è un disturbo di natura meccanica? Le definizioni sono ancora molte ma  possiamo dire che è un disturbo correlato ad alterazioni analitiche o globali del movimento a cui consegue fisiologicamente infiammazione e dolore, infiammazione e dolore che puoi alleviare con i FANS ma di cui non puoi risolverne la causa, senza il tuo fisioterapista

Quando non ci sono disfunzioni di movimento, le articolazioni si muovono perfettamente senza dare fastidio. Quando invece iniziano ad esserci alterazioni (spesso artrocinematiche) determinati tessuti (capsula articolare, tendini e legamenti) subiscono stress, dando origine a dolore e infiammazione. Allo stesso modo posture protratte e movimenti poco precisi ripetuti possono prima infiammare e poi lesionare specifici tessuti…

Spesso nei disturbi di natura meccanica il paziente riesce a riprodurre il proprio sintomo con un movimento specifico (in fisioterapia viene chiamata dimostrazione funzionale) e a placarlo con altri movimenti o posture.

Questo ci da la quasi certezza che c’è una componente meccanica del disturbo e si può procedere alla correzione, ma come?

  1. Manovre sicure ed indolori di terapia manuale adatte al caso clinico per ridurre i sintomi accusati dal paziente.
  2. Esercizio terapeutico appropriato alla situazione clinica per correggere una disfunzione globale che è correlata alla sintomatologia.
  3. Un intervento fisioterapico che preveda la combinazione sapiente di manovre di terapia manuale ed esercizio terapeutico.

Un esempio chiarirà quello che può essere un disturbo di natura meccanica e come l’ho risolto in studio.

Laura, professionista di 45 anni, accusa dolore sul compartimento interno del ginocchio mentre ripone delle cartelle di documenti all’interno di uno scaffale del mobile dell’ufficio (posto in basso) e quando sale e scende le scale. Prova sollievo stendendo le gambe su di una poltrona a fine giornata.

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un disegno del valgismo dinamico di Lura con pronazione del piede.

Diagnosi medica: dolore correlato ad inizio di osteoartrosi di ginocchio confermata da radiografia. Prescrizione medica: anti-infiammatorio per una settimana e un integratore a base di glucosamina per un mese.

Valutazione e trattamento fisioterapici: durante il movimento provocativo (piegarsi e scendere le scale) Laura mostra un valgismo di ginocchio come in immagine e una pronazione del piede, questo pone più stress sul compartimento mediale del ginocchio e quindi il dolore è espressione di sovraccarico del compartimento mediale. Laura viene quindi invitata a compiere lo stesso movimento “corretto”, il dolore diminuisce di un po’, quindi l’ipotesi che ci sia un sovraccarico correlato ad un movimento disfunzionale è fondata. Non essendo riproducibile il sintomo passivamente (indicazione a manovre di terapia manuale nel sintomo), Laura viene seguita per 8 sedute (cadenziate in 4 settimane) solo con esercizi terapeutici (niente manovre di terapia manuale) specifici, in cui va a potenziare la muscolatura riscontrata deficitaria e in cui esegue esercizi di controllo neuromotorio. Viene lasciata con uno specifico protocollo di esercizi. 3 mesi dopo, Laura torna in studio, il suo dolore è quasi scomparso ma ci sono giorni in cui si ripresenta in maniera importante, si scopre che spesso quando si ripresenta lo fa verso le ultime ore della giornata, quando si muove “di corsa in modo scomposto”. Riceve ulteriori consigli su come gestire i carichi e come eseguire il movimento di flessione. Dopo 3 mesi torna in studio a rivalutazione, il dolore si ripresenta, sporadicamente 2 volte al mese, con intensità molto ridotta.

L’esempio era volto a farti comprendere cos’è un disturbo di natura meccanica e a fare delle riflessioni. Il dolore è davvero provocato dall’artrosi? Il paziente ha 45 anni e sappiamo che un inizio di artrosi di ginocchio c’è già verso il trentacinquesimo anno di età nella maggiorparte dei pazienti. La cartilagine articolare però non è innervata, quindi il dolore può essere provocato solo dalle strutture adiacenti che con un’artrosi possono infiammarsi velocemente. Questo potrebbe spiegare il perchè il dolore sia insorto solo ora, nonostante (probabilmente) Laura abbia sempre compiuto quel movimento “errato”.

Cosa sarebbe accaduto se Laura non fosse venuta in studio? 

Probabilmente l’iter sarebbe stato questo: prescrizioni mensili di FANS, si sarebbe poi affidata a pomate, integratori, rimedi on-line o su misura, ma il suo dolore e l’infiammazione sarebbero peggiorate sempre di più fino alla cronicizzazione cosa che avrebbe reso difficile la risoluzione anche attraverso trattamenti fisioterapici. Questo  perchè i sintomi e le manifestazioni infiammatorie erano di natura meccanica e andava semplicemente corretta la disfunzione globale di movimento, non servivano (tranne in fase acuta) farmaci.

Concludendo possiamo dire che, sì l’infiammazione causa dolore, che gli analgesici, i FANS ed altri farmaci vanno presi solo dietro prescrizione medica e che nell’80% dei casi dopo la fase acuta è bene rivolgersi al fisioterapista per vedere cosa deve essere velocemente corretto.

Dott. Raffaele Tafanelli, fisioterapista

 

 

 

 

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